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Se tutto fosse fatto a Napoli?

Prima di cominciare questo post è doveroso fare due considerazioni preliminari:

Considerazione numero uno: con questo non voglio offendere nessuno, chi mi conosce sa che non amo i nazionalismi, ne qualsiasi esaltazione di qualsiasi genere.
Considerazione numero due: Questo è un post di risposta a Mario Pelliccia uno dei comici più bravi che abbia mai conosciuto e no, non mi ha pagato per dire questo!

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Fatta questa premessa possiamo cominciare e rispondere subito alla domanda postami dal mio amico Mario: Se fosse fatto tutto a Napoli? Certo non sono il primo che mi cimento in questa risposta, prima di me Rosario Fiorello aveva detto: «ci sarebbero più dischi taroccati ma si starebbe meglio», lui ha la sua eleganza il suo charme e quelle parole, che nascondono una concezione di fondo molto importante, pronunciate da lui fanno il loro effetto.

Cosa posso dirvi allora io? Che Napoli è semplicemente la città della Pizza, della Musica e del Mare. Cultura, storia e tradizioni si sono fuse in essa senza soluzione di continuità, l’ospitalità si cozza con la criminalità e l’arte di sapersi arrangiare ha permesso a molti di poter tirare a campare.

Ma come sarebbe se tutto fosse fatto a Napoli? Beh a questa domanda non so rispondere posso solo dire che la Pizza è il piatto più mangiato al mondo, che la musica napoletana ha varcato i confini nazionali mescolandosi perfettamente con la musica estera e che Napoli ha dato illustri natali a personaggi grandissimi che sono divenute eccellenze in ogni campo. Senza contare tutti i personaggi che hanno sostato e sono rimasti ammaliati dalla città partenopea che ha ispirato film, opere, tragedie, quadri e tanto altro.

Insomma non c’è bisogno di fare tutto a Napoli, sarebbe inutile e controproducente, piuttosto bisognerebbe puntare tutti gli sforzi nella valorizzazione di quei caratteri peculiari che sono tipici napoletani, quei caratteri che ci permettono di essere creativi, che permettono di far sbocciare un fiore nel deserto.

Certo Napoli è terra di contraddizioni e i problemi di fondo di questa città restano ben evidenti, ma possiamo dire che le cose cattive superano quelle positive? Sicuramente no. Quindi se tutto fosse fatto a Napoli non accadrebbe ne più ne meno di quello che accade oggi, ma sicuramente Napoli non soffrirebbe più di quella grave malattia per la quale ogni cosa è riconducibile alla malavita.

Giovanni Rispo

Nasco in provincia di Napoli, ma girovago per tutta Italia. Scelgo di laurearmi in antropologia, affascinato dall’essere umano e dalle sue contraddizioni, ma mi specializzo in Editoria e Scrittura. Parlo poco ma scrivo molto: romanzi, post e articoli di giornali. Vivo il quotidiano credendo poco nel futuro, ma spero che un giorno si sistemi tutto. Questo sono io, incoerente ma simpatico.