Rita Carla Monticelli e il suo deserto rosso.

Ciao Rita e benvenuta su ParoleVacanti.

Ciao Giovanni! Grazie mille per il tuo invito.

“Deserto rosso” è un romanzo a puntate, di cui “Nemico invisibile” è l’ultimo episodio pubblicato, ci spieghi la storia in breve?

La storia di “Deserto rosso” è ambientata circa mezzo secolo nel futuro, quando viene inviata una seconda missione della NASA con equipaggio umano su Marte, chiamata Isis, ben trent’anni dopo la precedente, Hera. Il motivo di questo lungo intervallo di tempo è che Hera si è conclusa con la tragica morte di tutto l’equipaggio in circostanze misteriose, causando così una battuta d’arresto nelle velleità umane di conquista dello spazio.

Questa nuova missione, per lungo tempo progettata, sarà però molto diversa, in quanto si ripromette di fondare una colonia stabile sul pianeta rosso. L’equipaggio costituito da cinque astronauti passerà il resto della propria vita su Marte e verrà raggiunto ogni due anni da altri uomini e donne con i quali creare una comunità marziana.

Questo almeno era il progetto iniziale. Di fatto, però, dopo circa mille sol (giorni marziani) di permanenza l’equipaggio dell’Isis è rimasto da solo nel pianeta deserto. La missione successiva è stata rimandata e i rapporti tra i vari membri che abitano nella Stazione Alfa, situata sul Lunae Planum, si stanno facendo sempre più difficili, finché un giorno Anna Persson, esobiologa della spedizione, abbandona di nascosto la struttura abitativa per addentrarsi nel deserto marziano con un rover pressurizzato. Anna porta con sé provviste e aria che le basteranno per poco più di due giorni. Il suo sembra a tutti gli effetti un gesto suicida.

La prima puntata di “Deserto rosso” si apre proprio con la fuga di Anna, spinta da motivi a noi sconosciuti, e ci racconta il suo viaggio verso Valles Marineris, il più grande canyon del Sistema Solare, durante il quale la protagonista di sofferma a ricordare tutti quegli eventi e le persone della sua vita passata sulla Terra che l’hanno portata a trovarsi lì in quel momento.

Questo, però, è solo l’inizio della sua storia.

Leggendo le sinossi mi sono venuti alla mente film come “Moon” oppure “Fantasmi da Marte”, da dove nasce l’ispirazione?

Sono un’appassionata di Marte già da quando nel 1997 la NASA vi mandò il primo rover, Sujourner, e più recentemente mi sono interessata al pianeta rosso con l’invio di Curiosity, avvenuto nel novembre 2011 (il rover è attivo sul pianeta dall’agosto 2012). Nello stesso periodo ho letto due libri di Robert Zubrin, il più grande esperto di questo pianeta e fondatore della Mars Society, fondazione che studia le tecnologie di esplorazione e colonizzazione di Marte e punta a far accrescere nell’opinione pubblica l’interesse per questo tipo di impresa, per spingere le agenzia spaziali a metterla in atto al più presto possibile.

E così, nel leggere questi libri, mi sono immaginata questo astronauta (in quel momento non sapevo fosse una donna) che si addentrava nel deserto marziano per andare laddove nessuno era mai stato senza preoccuparsi della propria sopravvivenza. Ho provato a immaginare le sensazioni di questa persona a metà strada tra la meraviglia e il terrore.

Quale dei personaggi ti rispecchia di più?

Direi nessuno. Ogni personaggio nasce dall’unione più o meno inconscia di tratti caratteriali che appartengono a persone che conosco o che ho conosciuto, magari anche solo attraverso film e romanzi, e ovviamente anche miei. C’è un po’ di me in ognuno, nei loro piccoli gesti, nelle loro scelte, ma nessuno di loro mi assomiglia veramente. Nel creare dei personaggi piuttosto provo a calarmi dentro le loro vite, per essere io provare le loro emozioni come se fossero le mie, per immaginare di essere qualcun altro.

Marte nel romanzo sembra essere un luogo cupo e tetro, cosa significa questo pianeta per te e perché lo hai scelto come scenario?

In realtà all’interno di “Deserto rosso” Marte viene descritto come un luogo meraviglioso e terribile allo stesso tempo. Ciò che lo rende terribile è la sua natura inospitale, ma al di là di questa quasi tutti i personaggi amano Marte e stabiliscono con esso un legame talvolta molto profondo. In un certo senso lo stesso Marte è uno dei protagonisti della storia.

In molte scene i personaggi si soffermano a osservarne gli incredibili colori, a esprimere il desiderio di conoscerlo più a fondo, fino a commuoversi di fronte agli scenari che esso offre.

Per me Marte è il sogno di una vita in un altro pianeta, che però è praticamente dietro l’angolo. Al giorno d’oggi vivere su un altro pianeta non è più fantascienza, ma qualcosa di possibile. E questo mondo alieno che ogni giorno conosciamo di più, grazie alle tantissime missioni svolte dalle varie agenzie spaziali mondiali che l’hanno disseminato di sonde, satelliti e rover, si mostra a noi come è realmente: molto simile alla Terra. Se guardiamo le foto che ci vengono quotidianamente inviate da Curiosity, vediamo dei luoghi che ci appaiono familiari, dei deserti di rocce e polvere, illuminati dal sole, che aspettano solo di essere conquistati.

“Deserto rosso” ha una storia dai tratti verosimili, grazie ai numerosi riferimenti scientifici, che lasciano intendere un grande lavoro di ricerca. Come mai hai scelto questo genere?

Come ti dicevo, sono un’appassionata di Marte, e ciò che volevo, quando ho iniziato a scrivere questo libro, è sapere cosa si prova a far parte di una missione di colonizzazione di questo pianeta. Perché le emozioni fossero reali, dovevo muovere i miei personaggi in un contesto altrettanto reale. E così le informazioni scientifiche e tecnologiche sono in gran parte corrispondenti alla realtà o almeno verosimili. Mentre coinvolgo il lettore nella storia di Anna, Hassan, Melissa e Jan (e gli altri numerosi personaggi), inserisco qua e là informazioni relative alle caratteristiche del pianeta, ai voli spaziali, alle tecnologie per la sopravvivenza, ma anche nozioni di biologia, genetica ed ecologia, tutte ovviamente funzionali alla comprensione della trama. Una mia piccola ambizione è che una volta terminato il libro il lettore abbia la sensazione di essersi divertito e allo stesso tempo aver imparato qualcosa. A questo scopo al termine di ogni episodio ho riportato una piccola bibliografia che potrebbe servire come approfondimento di certe tematiche.

È però chiaro che, nonostante il contesto in cui si svolge le storia sia hard sci-fi (cioè si cerca di dare una spiegazione scientifica o pseudoscientifica a tutto), non mancano i cosiddetti elementi soft sci-fi, tra cui una notevole introspezione dei personaggi e la presenza di qualche elemento molto più fantastico che scientifico.

Scrivere una storia a puntate nel mondo del self-publishing può risultare molto faticoso, come mai hai scelto tale forma?

È stato un caso. Inizialmente volevo scrivere un racconto basato su questa immagine dell’astronauta solitario. Quando ho iniziato a scrivere “Punto di non ritorno”, ne è venuta fuori però una novella, che poi è diventata solo il primo episodio di una storia più lunga. Pensa che “Deserto rosso – Punto di non ritorno” alla fine sarà solo il 10% di tutto il macroromanzo, costituito da altre tre parti ben più lunghe. Il mio problema è che sono incapace di concepire storie brevi e quindi mi caccio in questi guai!

Scherzi a parte, scrivere una storia a puntate è faticoso, mentalmente parlando, per via delle scadenze. Ma allo stesso tempo la loro esistenza è uno stimolo enorme a far lavorare più in fretta la mente, a sfruttare al meglio il proprio tempo e a tirare fuori la migliore storia possibile, partendo ogni volta da qualcosa che non può più essere cambiato. È un esperimento e allo stesso tempo un esercizio letterario che mi ha fatto fare davvero un balzo in avanti nel mio impegno come scrittrice, perché mi ha insegnato la disciplina e mi ha fatto comprendere che i miei limiti sono molto al di là di quanto credessi. Mi sento di suggerire questo tipo di formato a qualsiasi autore che aspiri a migliorarsi.

Al di là di questo, scrivere a puntate è molto divertente, perché ti permette di interagire con i lettori in fase creativa, cosa che non è possibile quando scrivi un romanzo dall’inizio alla fine e poi lo pubblichi. In questo senso spesso coinvolgo i lettori chiedendo la loro opinione sui personaggi o su alcuni avvenimenti narrati negli episodi precedenti, ottenendo preziosi suggerimenti che in qualche modo possono influenzarmi nella stesura dell’episodio successivo, anche se magari non nel modo in cui pensavano.

E poi a tutto questo si aggiunge l’innegabile effetto positivo a livello di promozione. Scrivere un serial è un modo per far affezionare i lettori a una storia e a dei personaggi per un periodo di tempo più lungo (più di un anno in questo caso). L’attesa che si crea tra una puntata e l’altra (cinque mesi, quindi un tempo non lunghissimo) crea ancora maggiore attaccamento, un po’ come capita agli spettatori delle serie TV. Qualcuno mi ha detto che dopo aver letto una puntata aveva l’impressione che i personaggi continuassero a esistere da qualche parte durante l’attesa. Questo tipo di coinvolgimento, oltre che a divertire sia il lettore che l’autore, si traduce in una sorta di fidelizzazione che io definirei reciproca, perché, seppure è vero che il lettore poi torna ad acquistare l’episodio successivo (questo è l’effetto sulla promozione), anche da parte mia si crea un maggiore attaccamento ai lettori e all’interazione con loro.

Credo che quando sarà finita la serie, anche se da una parte sarò un po’ meno stressata (!), dall’altra mi mancherà tutto questo.

Dove possiamo saperne di più?

Potete visitare il mio sito www.anakina.net, da dove tra l’altro è possibile raggiungermi sui vari social network o per e-mail, oppure leggere il mio blog. Nel sito è presente una sezione dedicata alle pubblicazioni, cui si accede dalla homepage, facendo clic sul banner dedicato alla serie, che contiene tutte le informazioni sui tre episodi di “Deserto rosso” pubblicati (“Punto di non ritorno”, “Abitanti di Marte” e “Nemico invisibile”), inclusi i link a tutti i retailer dove è possibile acquistare gli ebook (il prezzo parte da 89 centesimi, anche se i primi due si trovano in offerta a 76 cent su Amazon e Kobo), la copertina, una breve descrizione della trama, il link all’articolo di presentazione di ogni singolo episodio con maggiori informazioni sulla storia, il booktrailer e la rassegna stampa.

Grazie per aver partecipato.

Grazie ancora a te e un caro saluto a tutti i tuoi lettori!

Se volete acquistare il libro eccovi il link:


Giovanni Rispo

Nasco in provincia di Napoli, ma girovago per tutta Italia. Scelgo di laurearmi in antropologia, affascinato dall’essere umano e dalle sue contraddizioni, ma mi specializzo in Editoria e Scrittura. Parlo poco ma scrivo molto: romanzi, post e articoli di giornali. Vivo il quotidiano credendo poco nel futuro, ma spero che un giorno si sistemi tutto. Questo sono io, incoerente ma simpatico.