Recensione de La Bestia di Vera Q.

A metà tra favola e fantascienza, tra arconti, campagne e Megalopoli Vera Q. è tornata con il suo nuovo romanzo, La Bestia e questa è la mia recensione!

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Quando aprite un suo libro sapete già cosa aspettarvi: morte, devastazione e quel humor nero che impregna la storia e la rende piacevole da leggere tutta d’un fiato. Chi ci segue, e chi ha già avuto contatti con il mondo del selfpubblishing non può non averla mai incontrata, virtualmente si intende, o mai letta perchè Vera Q. è la signora del noir grottesco, capace di scatenare il web e piazzarsi in ottime posizioni.

Premessa d’obbligo per una delle più promettenti penne indipendenti del mondo indie della letteratura, d’obbligo soprattutto perchè bisogna comprendere che, a differenza di molti altri autori indipendenti, ogni suo nuovo libro è un po’ un viaggio mai fine a se stesso, terminate le pagine ci si è calati in un mondo nuovo, dove la vita la si guarda con uno sguardo diverso, un viaggio sempre diverso e mai uguale al precedente.

Così dopo i cioccolattini, la minaccia nucleare e un morto in casa, Vera ha deciso di presentarci una storia tutta nuova che assume spesso la concezione dell’assurdo, una storia che appare in bilico tra il mondo fatato di Enrichetta, una donna sformata che gode di perfetta salute e che vive nella sua allegra campagna (sarà mica una risposta ad Heidi?), e i toni fantanscientifici e apocalittici (come poteva essere altrimenti?) del terrificante K., solo un omaggio nel nome a Kafka, che ha la presunzione di voler dominare sulla modernissima Grande Metropoli, molto simile nelle atmosfere alla Metropolis di Fritz Lang.

A condurci in questo vortice è una Vera Q. ispirata e ormai artisticamente matura che ha cadenzato in La Bestia molte tematiche care all’uomo moderno, dalla paura verso il progresso a quella della malattia, mescolandoli in un spaiente e ben gestito calderone condito da un linguaggio scorrevole che porta alla rapida lettura dell’intero romanzo.

In conclusione Vera Q. è ormai una garanzia di buona letteratura, specie in questo romanzo di ispirazione espressionista la cui autrice ha fuso insieme generi e situazioni apparentemente distanti. Un romanzo, insomma, da non perdere.

Giovanni Rispo

Nasco in provincia di Napoli, ma girovago per tutta Italia. Scelgo di laurearmi in antropologia, affascinato dall’essere umano e dalle sue contraddizioni, ma mi specializzo in Editoria e Scrittura. Parlo poco ma scrivo molto: romanzi, post e articoli di giornali. Vivo il quotidiano credendo poco nel futuro, ma spero che un giorno si sistemi tutto. Questo sono io, incoerente ma simpatico.